Alla morte di entrambi i genitori nel 1964 viene assegnato e accolto presso l'Istituto religioso Saveriano di Udine.
Nel 1968 si trasferisce a Rapallo e nel 1969 viene assunto presso il Porto di Genova in Costa Crociere con varie mansioni, naviga sulle rotte mediterranee e della East Coast continentale americana da Buenos Aires, Porto Rico, Miami, Nassau (Bahamas) e Cuba.
Entra in contatto con il panorama artistico e culturale degli anni '70 della East Coast americana.
Nel 1971 rientra a Venezia, con l'esperienza maturata a bordo delle navi da crociera viene assunto a Palazzo della Contessa Cicogna dove entra in contatto con il panorama artistico e culturale dell'area veneziana
Nel 1975 ritorna nella terra friulana d'origine: da qui comincia a sviluppare il suo percorso artistico all'interno del suo studio.
Sviluppa una rete di rapporti in ambito artistico e legati all'impegno sociale.
Fondamentali gli incontri con Ernesto Balducci, Elio Bartolini, Davide Lajolo, Gianfranco Ravasi, Duccio Trombadori, David Maria Turoldo, Marisa Vescovo e Gillo Dorfles.
La sua ricerca è legata all'uso delle forme astratte, cromatiche e tecniche come la linea dei Voli di Sarajevo e Le Città Invisibili. Il legame con agli aspetti sociali del proprio lavoro, lo portano a creazioni e figurazioni più esplicite con installazioni come La Porta della Pace (1998) la Tenda della Pace (Udine, 2002) e la Porta di Baghdad/Babel Baghdad (2007).
Tale ricerca nel panorama degli artisti contemporanei lo pone all'attenzione della critica di Gillo Dorfles che, con la definizione di Cosmo-Gonie (cosmo in formazione) consacra l'originale ricerca cromatica e di strutturazione nella visione metaforica della realtà frutto di intime attitudini all'introspezione e alla meditazione.
Gillo Dorfles inserisce il testo critico (Cosmo-Gonie, opere stabili, dicembre 1993 Berlino) nel volume “Gli artisti che ho incontrato” (2016), raccolta della produzione critica di Dorfles dell'arte ed estetica del XX secolo.